Fiorentini si Cresce
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L’avvocato Cristina Cocchi si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1996. E' iscritta all'Albo degli Avvocati di Firenze, svolge la sua attività giudiziale e di consulenza nel settore civilistico; si occupa di rapporti di famiglia, separazioni e divorzi, figli naturali, di questioni ereditarie .
Si interessa da anni della tutela dei diritti relativi all’immigrazione. E’ mamma di Giorgia.


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Tel./fax 055.2479482
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Hai necessità di una consulenza giuridica? Questioni di affidamento o di mantenimento dei figli? Chiedi al nostro Avvocato, la Dott.ssa Cristina Cocchi.
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Affidamento esclusivo


Buongiorno Signora.
Suo marito può chiedere l'affidamento esclusivo del vostro bambino in sede di udienza di separazione con dichiarazione che sarà messa a verbale. Direi però che non ci siano condizioni tali da giustificare l'affidamento esclusivo a lei del bambino, benché ci sia l'espressa disponibilità del padre. Infatti, in tema di affidamento, la regola generale è quella dell'affidamento congiunto dei minori ad entrambi i genitori con esercizio comune della potestà mentre l'affidamento esclusivo, all'uno o all'altro dei genitori, è l'eccezione che deve essere giustificata da validi e comprovati motivi. Il Giudice potrà fare ricorso all'affidamento esclusivo dei minori ad uno soltanto dei genitori quando l'affido condiviso non sia possibile, con esclusivo riguardo all'interesse dei minori stessi. Pertanto sarà il Giudice a decidere nell'interesse di vostro figlio.
Cordialità.
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Nuove relazioni


Cara amica, la violazione dei doveri coniugali (tra i quali l'obbligo reciproco di fedeltà) può comportare, laddove richiesto dal coniuge incolpevole, l'addebito della separazione al coniuge ritenuto responsabile.

L'addebito comporta numerose conseguenze di tipo patrimoniale: nascita dell'obbligo di mantenimento nei confronti dell'altro coniuge; perdita dei diritti successori; perdita dell'assegno di mantenimento nel caso in cui il coniuge cui è stata addebitata la separazione sia quello economicamente più debole. Permane comunque il diritto agli alimenti. Nessuna conseguenza diretta invece sull'affidamento dei figli minori, la cui pronuncia è adottata dal Tribunale nell'esclusivo e primario interesse della prole.

Quanto al comportamento infedele, vi è da dire che non è di per sé solo rilevante e non può, conseguentemente, giustificare la pronuncia di addebito in quanto occorre un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi e di ogni altra circostanza e condizione del loro ménage al fine di verificare la sussistenza del nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, ovvero che non risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto.

Venendo più nello specifico della Sua domanda, secondo la giurisprudenza più recente una volta iniziato il giudizio di separazione e cessata di fatto la convivenza, non possono più assumere autonomo rilievo i comportamenti successivi del coniuge separato, anche se, in ipotesi, idonei a giustificare una dichiarazione di addebitabilità. Un adulterio può pertanto portare a una pronuncia di addebito solo nell'ipotesi in cui sia effettivamente causa dell'intollerabilità della convivenza e non invece qualora sia una conseguenza di una situazione già deterioratasi, come è nel Suo caso.
Detto questo, io Le consiglierei comunque una certa cautela almeno fino all'udienza Presidenziale.
Un saluto.


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