Fiorentini si Cresce
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L’avvocato Cristina Cocchi si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1996. E' iscritta all'Albo degli Avvocati di Firenze, svolge la sua attività giudiziale e di consulenza nel settore civilistico; si occupa di rapporti di famiglia, separazioni e divorzi, figli naturali, di questioni ereditarie .
Si interessa da anni della tutela dei diritti relativi all’immigrazione. E’ mamma di Giorgia.


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Divorzio: mamma e papà lasciano la casa ai figli minorenni


Cara Signora, per legge le spese di amministrazione e di manutenzione ordinaria (anche del condominio) sono a carico dell'usufruttuario, che ha il godimento del bene, mentre le riparazioni straordinarie sono a carico del proprietario.
Nel caso che mi prospetta, trattandosi di accordi in sede di separazione non posso escludere una diversa regolamentazione tra i coniugi soprattutto per quanto riguarda le eventuali spese straordinarie, considerando che nudi proprietari diverranno i loro figli minori.
Quanto al futuro e durando l'usufrutto, la moglie-usufruttuaria non potrà pretendere la piena proprietà dell'abitazione ma una volta raggiunta la maggiore età (prima è necessaria la previa autorizzazione ai genitori da parte del giudice tutelare) i figli avranno il diritto di disporre liberamente della nuda proprietà della casa.
Un saluto

Avv. C.Cocchi

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Donazione ai minori


Gentilissima Signora Elvira,
nei casi come il Suo, si pensa subito alla donazione in quanto anche i minori ne possono beneficiare.
La donazione è un vero e proprio contratto che va formalizzato davanti a un notaio e che, per produrre effetti, dovrà essere accettata dal minore per il tramite del/i genitore/i esercenti la responsabilità genitoriale, i quali dovranno essere a ciò espressamente autorizzati dal Giudice Tutelare presso il Tribunale del luogo dove il minore risiede, previa presentazione di un ricorso motivato.

Occorre tuttavia valutare attentamente se procedere o meno con la donazione per i problemi connessi alla eventuale necessità di vendita dell'appartamento donato.
Infatti la vendita degli immobili oggetto di donazione presenta delle criticità di non poco conto, legate al fatto che con la donazione si potrebbero ledere i diritti degli eredi legittimari (principalmente il coniuge superstite del donante, i suoi figli e i discendenti dei figli), i quali potrebbero reclamare l'immobile donato qualora alla morte del donante non ci fossero nel di lui patrimonio beni sufficienti a rispettare la quota di legittima: l'azione di restituzione del bene nei confronti dell'acquirente dell'immobile fatto oggetto di donazione può essere esercitata dal momento della morte del donante fino ai 10 anni successivi, a meno che non siano decorsi 20 anni dalla data di trascrizione della donazione.
Le consiglio di parlarne con un professionista.
Un caro saluto.

Avv. Cristina Cocchi

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