Fiorentini si Cresce
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L’avvocato Cristina Cocchi si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1996. E' iscritta all'Albo degli Avvocati di Firenze, svolge la sua attività giudiziale e di consulenza nel settore civilistico; si occupa di rapporti di famiglia, separazioni e divorzi, figli naturali, di questioni ereditarie .
Si interessa da anni della tutela dei diritti relativi all’immigrazione. E’ mamma di Giorgia.


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Fatemi vivere a casa della zia!


Cara Signora M.Grazia, comprendo la sua preoccupazione per il momento così delicato che sta vivendo sua nipote Veronica, che certo non ha avuto una infanzia facile.
Mi pare però di capire che il padre, con il suo prezioso aiuto nella gestione quotidiana dei bambini, sia presente e si occupa dei figli.
Perché il punto è questo: se le cure materiali e morali che presta la famiglia scendono sotto la soglia minima indispensabile per non compromettere in modo grave e permanente lo sviluppo armonico della personalità del minore, allora è giustificato l'allontanamento temporaneo del minore dalla famiglia per essere preso in cura da terzi.

Si parla di affidamento familiare, ed è disposto dai servizi sociali locali quando vi è il consenso del genitore/i; si ricorre invece al Tribunale per i minorenni se l'assenso dei genitori manca. Il provvedimento di affidamento disporrà la durata, i poteri riconosciuti all'affidatario e le modalità attraverso le quali il minore manterrà rapporti con i genitori, restando ai servizi sociali il compito di vigilare e informare il Giudice.

Come vede, la questione è molto delicata e deve essere attentamente valutata.
Un caro saluto

Avv. Cristina Cocchi

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Affidato al papà


Egregio Sig.Marco,
la questione del cambio di residenza del genitore collocatario, presso il quale cioè la prole vive prevalentemente, come nel suo caso, non è affatto semplice, perché da un lato l'art.155 quater del Codice civile prevede espressamente la possibilità che un genitore cambi la residenza senza dunque che sia necessario il consenso dell'altro genitore (o del giudice) in quanto diritto garantito dalla Costituzione.
Tuttavia, dall'altro lato, qualora il mutamento di residenza pregiudichi le modalità dell'affidamento dei figli, è data la possibilità all'altro genitore di ricorrere al giudice per la ridefinizione degli accordi o dei provvedimenti adottati, compresi quelli economici; nel caso, come il suo, in cui a cambiare residenza sia il genitore collocatario, il Giudice, se richiesto, valuterà se il cambio di residenza corrisponda o meno all'interesse dei figli.
Quanto invece alla questione della scelta unilaterale della scuola (iscrizione nel suo attuale Comune di residenza anziché in quello precedente), poiché il regime di affido condiviso è incentrato, nell'interesse del minore, sul principio della bigenitorialità, le decisioni di maggior interesse per il figlio (e tra queste vi è anche la scelta della scuola) devono essere prese di comune accordo dai genitori: in caso di contrasto, si deve ricorrere al giudice.
Quindi ritengo che lei abbia fatto bene a chiedere in via preventiva la revisione del decreto del tribunale.

Cordiali saluti
Avv. Cristina Cocchi

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