Fiorentini si Cresce
La psicologa psicoterapeuta risponderà a tutti i dubbi che avete sull'essere genitori. Fai la tua domanda all'esperto

Ti senti inadeguato come genitore? Ti spazientisci spesso quando tuo figlio ha bisogno di te? Essere genitore ti crea disagi che non riesci a comprendere e gestire? Hai timore e la sensazione di trasmettere le tue paure a tuo figlio? Per un consiglio scrivi alla Dott.ssa Annalisa Pericoli, psicologa psicoterapeuta.

Genitori e figli, il ciclo che si ripete.

Il bambino piccolo ha solo un modo per comunicare un suo malessere e richiamare l'attenzione: piangere o lamentarsi. Il suo scopo è quello di avere, e mantenere vicino a sé, una persona che si prenda cura di lui.
In base a come il genitore, in particolar modo la madre, risponde a questo suo bisogno il piccolo impara a relazionarsi con lei, capisce quanto sia o meno disponibile, prevedibile nelle sue risposte e comportamenti. Impara inoltre a riconoscere le sue emozioni e a decidere se è il caso o meno di esprimerle e come.
Si costruisce infine un'immagine di sé e del tipo di relazione che può avere con gli altri, al di là di quella con i genitori, generalizza cioè, queste regole anche al mondo esterno.

Quando diveniamo genitori ritorniamo, anche se con un ruolo diverso, all’interno di una relazione genitore-figlio. Spesso, senza riuscire a evitarlo, ripetiamo con nostro figlio i modelli negativi di interazione che abbiamo vissuto da bambini con i nostri genitori.
Né noi né il nostro bambino staremo bene, proviamo disagio, ma spesso non riusciamo a fare diversamente.
E' importante quindi essere consapevoli di quali siano i nostri modelli per cercare di modificarli ed essere dei genitori migliori.
I nostri figli ci danno l'opportunità di crescere ed esaminare questioni lasciate in sospeso legate alle nostre esperienze passate e di migliorare il nostro e il loro futuro, interrompendo questa trasmissione di generazione in generazione.


La Dott.ssa Annalisa Pericoli, psicologa psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, è iscritta all'ordine degli psicologi della Toscana n° 3736.
Laureata a Firenze e specializzata in psicoterapia presso la Scuola Cognitiva Firenze.
Svolge attività clinica privata e di insegnamento presso il Centro di Cognitivismo Clinico - Scuola Cognitiva Firenze e presso il poliambulatorio della Pubblica Assistenza di Cecina (LI). Si occupa dei principali disturbi clinici in adolescenti, adulti e coppie.
Specializzata in terapie focalizzate sull'Attaccamento e sulle dinamiche tra genitori e figli.

Web: www.firenzepsicoterapeuta.it
cell: 327-8647121

Riceve su appuntamento:

- Centro di Cognitivismo Clinico
Via delle Porte Nuove, 10 50144 - Firenze
tel: +390553245357

- Studio Pericoli
Via Fabroni, 7 50134 - Firenze
tel: +39055669956

- Cecina:
Ambulatori della Pubblica Assistenza
P.zza Alessandrini, 13 - 57023 - Cecina (LI)Ti spazientisci spesso quando tuo figlio ha bisogno di te? Essere genitore ti crea disagi che non riesci a comprendere e gestire? Hai timore e la sensazione di trasmettere le tue paure a tuo figlio? Per un consiglio scrivi alla Dott.ssa Annalisa Pericoli, psicologa psicoterapeuta
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Bambina accomodante


L'atteggiamento di sua figlia potrebbe essere una strategia per poter far parte del gruppo e contemporaneamente un aspetto del suo carattere. Lei com'è nelle relazioni? Potrebbe averle mostrato un atteggiamento simile? Non arrivare sempre allo scontro ed accomodare può essere vantaggioso.
Concordo altresì che possa diventare controproducente se questo porta alla sottomissione. L'atteggiamento che potrei consigliarle è una via di mezzo. Un pò deve imparare a stare in queste dinamiche e trovare il suo posto. Interverrei però, aiutandola, qualora la vedesse in difficoltà. Riparlerei con lei di quanto accaduto, cercando di capire le sue motivazioni e come si sente quando ciò accade. In base alla sua risposta tarerei i consigli.
Ha comunque 5 anni e un aiuto da un adulto è sempre utile.
Spero di averle dato un spunto
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Difficile rapporto con la figliastra


Buongiorno,
sicuramente i rapporti con i vostri figli influenzano anche il rapporto con il suo compagno. E' altresì una situazione molto delicata per la ragazza: la morte della madre, il cambio di nucleo familiare, il doversi adattare a due nuove figure... Sono cambiamenti lunghi da digerire. A lei è richiesta quindi molta pazienza e comprensione. L'aiuto di uno psicologo per tutta la famiglia credo sia una buona risorsa, magari facendo alcune sedute tutti insieme. La distanza e la differenza di posizione o opinione, con il suo compagno è forse il primo punto da affrontare. Cerchi di parlare con lui, esponendogli i suoi malesseri e perplessità. Provate a trovare un punto di incontro da cui partire per risolvere il vostro problema e stare meglio tutti.
un saluto

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Gli sculaccioni funzionano?


Probabilmente l'atteggiamento di suo figlio non è iniziato solo adesso, a meno che non riusciate ad individuare un evento dopo il quale possa essere cambiato. L'aggressività manifesta potrebbe essere collegata al clima familiare e al vostro stile educativo. Non credo che usare sculaccioni o metodi fisici sia molto utile, o che sia l'unico modo per farsi ascoltare. E' comunque un modo per affrontare un problema che voi gli mostrate e che lui può evidentemente inserire nel suo repertorio e riutilizzare. Capisco che a volte nell'esasperazione possa scappare, ma cercherei di ricorrere al dialogo. I ragazzi risentono sempre del clima familiare ed extra.
Per capire il suo umore provi ad avere uno sguardo un po' distaccato, guardi alla situazione in toto e si domandi cosa potrebbe disturbarlo. Ovviamente, anche data l'età, un pò di spirito di ribellione è da mettere in conto...

Spero di averle dato un spunto di riflessione
Uun saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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13 anni


Quella di suo figlio è un'età delicata. Sta entrando nell'adolescenza. E' un momento di forte messa in discussione dei valori e delle figure che fin'ora erano un punto di riferimento. E' inoltre un momento di grossi cambiamenti ormonali e cerebrali che vanno compresi per poterlo aiutare, nel superare questa fase della sua vita nel migliore dei modi. L'esito infatti influenzerà la fase successiva, della giovinezza e dell'età adulta. L'adolescenza non è solo una fase "terribile" che dobbiamo solo sperare passi presto. I ragazzi hanno sempre bisogno di sostegno, stabilità e comprensione. La qualità dei rapporti che avete avuto fin'ora influenza ulteriormente questo momento.
Da quello che mi scrive sembrerebbe che anche prima abbiate avuto delle difficoltà. Le consiglierei, trovandosi arresa di fronte a questa situazione, di chiedere un aiuto a un terapeuta che si occupi di famiglie e adolescenti. Ogni famiglia ha la sua storia e per capirla ed aiutarvi abbiamo bisogno di avere un quadro completo. Le consiglio anche un libro che può essere di aiuto per capire cosa accade ad un ragazzo adolescente: "la Mente adolescente" di di Daniel J. Siegel

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Non vuole essere brontolata


Da quello che mi scrive mi sembra di capire che sua figlia sia sensibile all'essere brontolata o ripresa.
Purtroppo non possiamo pensare che sia possibile evitare ogni situazione in cui vene sgridata, giusta o ingiusta che sia. Provate a spiegarle il senso di essere ripresa e che è limitato ad una cosa che ha fatto e che le conseguenze sono limitate a quello. Cercate di capire perché per lei è così difficile riaffrontare quella situazione. Riflettete inoltre sul tipo di atteggiamento che avete voi genitori quando fa qualcosa di sbagliato e se questo possa influire sulla sua sensibilità. Avete ad esempio un atteggiamento molto permissivo o al contrario intransigente?
Un saluto Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Dispetti ai bambini


Quello che può fare è intervenire nell'insegnargli come porsi in modo migliore con i bambini, nelle occasioni in cui anche lei è presente. Fargli notare come reagiscono gli altri e come starebbe lui se questi dispetti li dovesse subire in prima persona.
Aiutarlo quindi a mettersi nei panni degli altri e capire quale sia il comportamento più vantaggioso anche per lui e per lo stare insieme agli altri.
Non credo possa esserci una risposta certa al perché lui si comporti così. Provi comunque a chiederglielo. Potrebbe essere un modo per far parte di un gruppo o per farsi notare da loro, che però non risulta essere vincente.
Un saluto

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Stati emotivi negativi


Potrebbe essere un tentativo di controllo o gestione di stati emotivi spiacevoli o del vostro rapporto.
Prenda questo come sintomo di un disagio, come un suo modo di esprimerlo. La prima domanda da porsi è: "Cos'è successo un anno fa nell'ambiente intorno a lui?" Come reagite voi?
Vista la particolarità della situazione e la difficoltà nel darle una soluzione ad hoc, le consiglierei di fare un colloquio con un terapeuta che possa capire meglio la dinamica del problema.

un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Quando la bimba esplode di rabbia


E' difficile farsi un'idea veloce. Cercherei di capire meglio cosa scatena queste forti arrabbiature o reazioni intense. Sicuramente qualcosa scatena o innesca questo suo comportamento. Sua figlia ha un'età per cui a posteriori potrebbe forse provare a parlarci ed aiutarla a capire cosa la disturba. Rispondendo alla sua domanda, sicuramente delle sedute potrebbero aiutarla a chiarirsi le idee. Vivete comunque una situazione particolare e probabilmente per lei per prima fonte di stress. Non avere un compagno vicino è motivo di disagio. A volte bastano pochi incontri per vedere le cose da un punto di vista diverso e sbloccare una situazione.
Un saluto Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Scaramucce all'asilo


Credo che il primo passo da compiere in questi casi è parlare con le maestre e con il rappresentante di classe. Non è detto che il problema sia che suo figlio sia troppo buono. Questi incidenti purtroppo capitano a tutti i bambini. È sicuramente importante che suo figlio, nel caso subisca qualcosa lo dica alle maestre e a voi in modo che possiate voi attivarvi per proteggerlo. Prima metterei di mezzo gli adulti!
Un Saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Esplorazioni del corpo


Comportamenti di questo tipo, esplorativi e di curiosità, sono frequenti nei bambini, anche più piccoli.
La prima cosa da fare in ogni caso è allertare le maestre in modo che ci pongano più attenzione e possano capire se e cosa succede ed intervenire nel caso capiti ancora. Dovrebbe essere compito loro parlare poi con i genitori dell'altro bambino. A suo figlio dovrebbe insegnare a dire di no, allontanare il bambino o chiamare le maestre quando qualcuno gli fa qualcosa che non gli piace, sia questo anche una spinta o comportamenti sgradevoli.
Suo figlio deve sentire di poter contare sugli adulti e sulla loro protezione.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Cosa è l'autostima?


L'autostima nasce dall'esperienza di supporto e accettazione che il bambino sperimenta con i genitori prima e con le altre figure di riferimento e gli insegnanti poi.
Se il bambino percepisce che la propria accettazione dipende da quanto è bravo e dagli errori che fa, tenderà ad essere molto concentrato su questi aspetti, mortificandosi qualora non dovesse riuscire. Questo tipo di messaggio può arrivare al bambino anche se non esplicitamente detto. E' importante modificare certe frasi dette o far attenzione al messaggio non verbale che potrebbe arrivargli. Qualora pensiate che l'atteggiamento di vostra figlia dipenda esclusivamente da altre figure per lei di riferimento, potete comunque cercare si sostenerla e aiutarla a trovare delle strategie per farsi accettare far parte di un gruppo, affrontare una delusione o un commento negativo.
Ascoltate vostra figlia e cercate di capire di cosa ha bisogno.

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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L'amore di un padre...


Capisco la sofferenza che le crea questa situazione. Credo che debba essere molto paziente ed accettare la difficoltà del ragazzo nell'accoglierla come parte della sua vita.
Penso che per il momento sia importante che comunque lei e il suo compagno riusciate a ricrearvi dei momenti per voi. La posizione del suo compagno non credo sia facile e dividersi non sempre è fattibile. Capisco che poter condividere certi momenti come le vacanze o le festività in un clima "familiare" sarebbe sicuramente auspicabile, ma questi rapporti non si possono forzare e farlo non gioverebbe alla situazione.
Quello che mi sento di consigliarle è di concentrare la sua attenzione su quello che ha, ora, con lui. E dare tempo ad entrambi.
Il fatto che non riusciate a stare separati conferma che lei sia importante per lui e che dovrebbe cercare, per quanto possibile, di non mettere a confronto l'amore che lui prova per lei e per suo figlio.
Rimango a disposizione se avesse ancora bisogno

Buona giornata
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Dal lettone al suo lettino


Buongiorno
se imputate questo cambiamento al fatto di averla tolta dal lettone, forse è per il modo in cui questo è avvenuto. Forse è stato troppo improvviso o categorico?
Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo ai cambiamenti nelle abitudini. Dovete capire qual'è il modo migliore per farlo "digerire " a vostra figlia.
Potrebbe essere utile, ormai che è avvenuto, sdraiarsi con lei nel letto leggendole un libro, la sera prima che si addormenti. Mettere lenzuola scelte con lei, renderle cioè quel posto più accogliente e piacevole.
Se ogni tanto avesse voglia di tornare da voi nel lettone, non glielo vietate.
Pobabilmente lo ha vissuto come un brusco allontanamento o rifiuto e la pipì e il voler essere presa in braccio spesso sono un modo per manifestare il suo disagio e per ricercare un contatto con voi.

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Regalini in denaro


Buongiorno, innanzitutto mi scuso per il ritardo con cui le rispondo ma abbiamo avuto un disguido con la posta e non avevo ricevuto la sua mail.
Concordo con lei nel lasciare la libera scelta del regalo, sempre che questo sia consono. Il fatto che possa scegliere quello che vuole, non significa che può comprare qualsiasi cosa. Un conto è non condividere, per una questione di gusto o di età, quello che sua figlia potrebbe scegliere, un conto perchè inappropriato.
Spero di aver risposto al suo dubbio
buona giornata

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Una rabbia ingestibile


Se questo tipo di comportamento si manifesta principalmente in vostra presenza, probabilmente ha a che fare con il vostro rapporto.
Sembrerebbe che si sia consolidato come un circolo vizioso da cui non riuscite ad uscire se non dopo un'escalation emotiva negativa. Partirei da quali sono i momenti in cui questa rabbia si manifesta, provando a vederla come una richiesta di attenzione, oppure di regole chiare oppure di un vostro ruolo genitoriale più marcato. Mi chiederei anche come vi sentite voi quando vostro figlio è arrabbiato e cosa fate per gestire la vostra emozione. Vi è di aiuto? Risponde alla sua richiesta? Quello che provate vi rimanda a tematiche in voi sempre presenti? Queste sono solo delle domande esplorative.
Sicuramente un colloquio con un terapeuta che si occupa di dinamiche genitoriali vi potrebbe essere di aiuto per avere un punto di vista esterno e cogliere quelle dinamiche che innescano e mantengono il problema.
Rimango comunque a disposizione se aveste bisogno
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Pipì a letto


Gentile Serena, credo debba vedere la pipì a letto, non come il problema da risolvere, ma come il modo che suo figlio ha trovato per manifestare il suo disagio. Il fatto che lui, ma anche voi, non foste preparati a questo passaggio importante significa molto.
Il mio consiglio è quindi quello di focalizzarvi soprattutto sulla gestione del disagio alla materna. Una volta accolto e risolto quello, la pipì a letto si risolverà di conseguenza. Capisco comunque che sia un problema di gestione quotidiana. Non impuntatevi e accoglietelo anche nel suo bisogno di autonomia, pensando che non dovrebbe durare molto.
La vostra reazione è molto importante.
Rimango a disposizione se aveste ancora bisogno.
Un saluto

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Crisi di pianto


Buongiorno, da quello che mi scrive, forse l'ingresso al nido potrebbe essere stato motivo per lei di destabilizzazione. Cerchi di rimanere calma quando cerca di tranquillizzarla, altrimenti crea un'escalation di nervosismo ed esasperazione che non può calmarla.
Il suo atteggiamento in queste situazioni può fare la differenza. Le dia del tempo e le stia vicino quando lo richiede. Faccia comunque caso a cosa succede in quei momenti e se ci sono situazioni che possono scatenarenle sue crisi.
Un saluto e buon anno nuovo
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Troppo prepotente


Quello che sua figlia forse sta mostrando è un disagio. Sta chiedendo proprio delle regole e un ambiente coerente e prevedibile.
Capisco che concedere tutto possa essere la soluzione che lí per lì sembri la più facile ed efficace, ma a lungo termine le conseguenze sono molto spesso i comportamenti aggressivi e ribelli che mostra sua figlia.
Con i bambini, ma in generale con tutti, è importante promettere solo ciò che si può mantenere. Questo vale sia per i premi, che per le sanzioni e deve essere applicato a qualunque situazione.
Se lei brontola, minaccia ma poi non mantiene quello che ha detto perde di credibilità e quindi di efficacia.
Non l'ascolterá più, sapendo che tanto non metterà mai in atto ciò che ha promesso. Dall'altra parte non può imparare cosa è giusto o sbagliato e quali sono i limiti e le conseguenze alle sue azioni.
Questo atteggiamento che le suggerisco di tenere deve essere pervasivo e applicato non solo ogni tanto.
Inizialmente non sarà semplice, ma è importante essere costanti.
Decidete prima cosa vi sentite in grado di reggere e mantenere.
È importante anche in vista del periodo adolescenziale a cui si sta avvicinando.
Cercate inoltre di guardare alle reazioni di vostra figlia da un punto di vista diverso, interrogandovi su quello che potrebbe influenzarele e causarle
Un libro che può essere utile è "Se mi vuoi bene dimmi di no"

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Voglio stare sempre con nonno!


Credo che le richieste di vicinanza debbano essere assecondate. Qualora il bambino senta che queste non sono sempre gradite potrebbe aumentare l'insistenza con cui la richiede. Forse suo nonno è riuscito a sintonizzarsi bene con lui ed è diventata una figura di riferimento. Capisco il disagio per il modo con cui lo richiede, ma i bambini piccoli lo mostrano normalmente attraverso il pianto.
Provate ad assecondarlo e accettare questa sua preferenza, pensando che potrebbe col tempo modificarsi.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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E se a volte è molto triste?


Capisco la sua premura nel volerlo proteggere da eventi brutti e da compagni violenti. Purtroppo non può essere con lui sempre. Quello che può invece fare è continuare, come sta già facendo, a parlare con lui ed essere attenta ai suoi segnali e cambiamenti, cercando di capirne il significato.
E' giusto anche allertare le maestre rispetto ad atti di bullismo che sono molto frequenti nelle classi e assicurarsi che loro intervengano sul bambino e sui suoi genitori.
Il fatto che suo figlio possa avere dei momenti in cui chiede maggior vicinanza, non significa che sia un "mammone", se a questa parola diamo un significato negativo. Significa che ha più bisogno di rassicurazione e protezione ed è giusto che lo possa esprimere. Lei non se ne preoccupi, ma lo accolga.
Parlando invece del suo atteggiamento verso voi adulti, potrebbe essere tante cose... anche solo una fase in cui cerca di mettere alla prova la vostra autorità. In ogni caso, ponga maggiore attenzione a cosa succede prima di questi momenti, per cercare delle cause che lo inneschino.
Rimango a disposizione se avesse bisogno
un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Non vuole più i baci


Salve,
Innanzitutto cercherei di riflettere su cosa può aver portato a questo comportamento, se ad esempio possa aver avvertito un suo allontanamento. Potrebbe essere un modo per esprimere un suo disagio e per riattrarre la sua attenzione, come gli è mancata dopo la nascita della sorella.
Contemporaneamente non mostrerei atteggiamenti di rifiuto, allontanamento nei suoi confronti. Cerchi di rimanergli accanto senza problematizzare la cosa.
Gli permetta di poter mostrare i suoi disagi e bisogni senza che questi siano motivo di dolore o offesa per lei. Lo accolga.
Aspettiamo di vedere se questa situazione si risolve in modo spontaneo.
Rimango comunque a disposizione,
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Bullette in classe


La situazione vissuta da sua figlia è purtroppo molto frequente. Il supporto e l'intervento degli insegnanti è importante. Nel caso fosse presente, potreste rivolgervi allo psicologo scolastico chiedendo interventi mirati alla classe.
Credo possa essere utile per sua figlia sperimentarsi in gruppi extrascolastici che mirino alla coesione e cooperazione di gruppo, come i gruppi scout o simili.
Create voi genitori occasioni di incontro con altri bambini della sua età.
È importante anche per lei riuscire a non vedersi solo come una vittima ma sperimentarsi in ruoli più attivi e paritari....
Oltre ad aumentare la stima e la fiducia in se stessa, dovrebbe aiutarla a porsi in modo diverso di fronte ai bulli della classe
Spero di esserle stata utile,
un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Mi scappa, ma lì dentro non la faccio!


Salve
il momento di togliere il pannolino è delicato per molti bambini. È un passaggio importante e deve sentirsi pronto e sostenuto.
Una volta che la capacità di percepire lo stimolo e di trattenere si è sviluppata, il bambino va incoraggiato a usare il vasino e il riduttore.
La difficoltà di lasciare andare è abbastanza diffusa nei bambini e può essere ridotta, con il primo passaggio al vasino, dove non sparisce, ed è possibile per il bambino vederla.
Il diventare grande deve essere un traguardo bello per il bambino, non una fase in cui non si possono fare più certe cose. Premiatelo e incoraggiatelo, come per ogni altra sua conquista. Gasatelo, rendete questo momento divertente.

Cercate di non investire questi momenti di aspettative e preoccupazione. La sua percezione crea ansia in lui e aumenta la sua difficoltà.

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Rapporto difficile tra padre e figlia


Sono d'accordo nel non mettere un muro nel rapporto col padre, ma di favorirlo, là dove ce ne siano le condizioni.
Favorire ma non forzare o costringere.
E' fondamentale anche capire quale sia la posizione del padre rispetto a questo rapporto e cosa faccia lui per mantenerlo. Non può dipendere solo da lei o da sua figlia. E' lui l'adulto. I passi devono partire da lui e non dalla figlia. Cosa fa per starle vicino? Il suo rifiuto lo porta a cambiare atteggiamento?
Credo che sua figlia sia abbastanza grande da poter avere voce in capitolo ed esprimere le sue opinioni. Va quindi rispettata.
In queste situazioni è spesso molto difficile non farsi influenzare dal proprio rapporto da adulti e vedere nell'altro il solo ruolo di genitore. Cerchi, per quanto difficile, di limitare l'influenza che il suo vissuto con il suo ex marito ha sul loro rapporto.
La protegga ma le dia sempre la possibilità di provare ad avere un qualche tipo di rapporto.
Potreste ad esempio pensare ad incontri di minor durata in cui possa vederlo e mantenere un contatto, come un pomeriggio, un pranzo ecc..
Se sua figlia adesso non volesse comunque avere rapporti con lui, non la forzerei.
Spero di esserle stata utile,
un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Distrazione in classe


Buon giorno
credo che potrebbe innanzitutto cercare di capire la causa che le maestre pensano possa essere alla base della sua distrazione.
Portare suo figlio da uno specialista potrebbe essere utile per affrontare il prima possibile una difficoltà o per tranquillizzarvi sulla sua assenza.
Uno psicologo specializzato in età evolutiva e problematiche scolastiche dovrebbe dirle in breve la natura del suo comportamento ed aiutarvi ad affrontarlo nel migliore dei modi.
Con l'ingresso a scuola e con i compiti a cui la mente viene sottoposta sorgono problematiche che prima non erano visibili.
Se suo figlio dovesse presentare un disturbo dell'apprendimento è molto importante che venga diagnosticato il prima possibile.
Credo quindi che un colloquio e un approfondimento con test specialistici possa essere un passo chiarificatore.

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Reazioni emotive


Salve,
da quello che mi scrive sembra che l'elemento di disturbo per entrambe sia la presenza degli altri. Sembrate essere entrambe infastidite da quello che gli altri potrebbero pensare o dire.
Potrebbe provare altre strategie per far capire a sua figlia che sta sbagliando senza metterla troppo in evidenza. Potrebbe inoltre provare a difendere il "vostro spazio" qualora gli altri si intromettono nella vostra discussione.
Provare a mettersi nei suoi panni per capire il perché di una reazione così forte potrebbe essere inoltre di aiuto.
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione.
Buona serata
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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E' l'ora del bagnetto!


Salve,
penso che la giusta posizione stia nel mezzo. Dipende quindi da qual'è lo scopo che avete in testa.

Personalmente ritengo non ci sia niente di male nel mostrarsi nudi in casa o nel fare ogni tanto la doccia insieme.
L'importante è vivere il corpo e la nudità con naturalezza... il pudore arriverà tra qualche anno.

Non vedrei però il bagno come un'occasione "educativa". Non ce n'è bisogno. Il bagno è anche un momento per divertirsi e questo deve essere lo scopo.
Come vivete voi la vostra nudità e il vostro corpo influenzerà il modo in cui vi approcciate al suo e di conseguenza come lei si vivrà la sua femminilità.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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L'amichetto del cuore


Buon giorno,
credo che l'opzione di lasciargli la libertà di viversi i rapporti come sente, sia la migliore.
Il fatto di poter investire in un'amicizia con un coetaneo è molto importante e non è per forza collegata all'inclinazione sessuale, o meglio alla scelta dell'oggetto del desiderio. Per un amico si prova affetto e se ne cerca la vicinanza. Con la crescita le amicizie si rafforzano e cambiano.
Come genitori quello che potete fare è accogliere quella che mostrerà essere la sua scelta. Il vostro atteggiamento e quello dell'ambiente in cui vive non cambieranno la sua natura, ma sicuramente la serenità con cui potrà viversela.
Avere un atteggiamento aperto, rispettoso verso la diversità, qualunque essa sia, non solo sessuale, è molto importante.
Purtroppo non potrete impedire che certe informazioni bigotte arrivino al suo orecchio, ma potrete contrastarle con altre più aperte e rispettose.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Impulsività


Da quello che mi scrive, potrebbe essere qualcosa legato sia al modo in cui viene ripresa quando reagisce male, sia al tipo di contatto fisico che siete abituati ad avere con lei.
Per quanto possa essere infastidita dovete spiegarle come la sua reazione non vada bene, sia con voi che con gli altri bambini. Voi per primi dovete darle un limite quando lo fa con voi.
Il fatto che si "scateni l'inferno" quando viene sfiorata potrebbe esser legato alla non abitudine ad essere toccata e coccolata fisicamente o altrimenti a ricevere un contatto più quando non lo richiederebbe che quando ne avrebbe bisogno (ad esempio quando è stanca, turbata o si è fatta male).
Cerchi di riflettere quindi su come viene vissuta da lei per prima la vicinanza fisica e se questo può essersi riflettuto anche nel modo in cui è stata con sua figlia fin dai primi giorni.
Probabilmente le due opzioni potrebbero risultarle riduttive. Le prenda come spunti di riflessione.
Sua figlia mostra chiaramente un disagio che non può avere una causa sola e certa. Probabilmente c'è qualcosa nel vostro comportamento che dovrebbe esser modificato per permetterle di vivere con minor disagio la vicinanza agli altri. Non posso però darle un'indicazione chiara, non conoscendo le dinamiche che sono instaurate tra voi.
Rimango a disposizione se avesse bisogno
Una saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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In classe c'è il bulletto


Buon giorno,
quello del bullismo è un problema serio e le conseguenze, anche a lungo termine, dell'essere una vittima non sono da sottovalutare. Ne va della propria autostima e capacità di relazionarsi all'interno di un gruppo di pari.
Essendo la psicologa della scuola a conoscenza della situazione potrebbe chiedere consiglio anche a lei.
Quello che dovreste fare è "proteggere" vostro figlio e contemporaneamente insegnargli delle strategie per relazionarsi con gli altri. Proteggere significa ascoltarlo e attivarsi per aiutarlo anche cambiando scuola o classe nel caso in cui la situazione non cambi.
Dovete considerare come si comporta anche in altri contesti di gruppo e se il suo atteggiamento e quello degli altri cambia. Qualora fosse come a scuola un aiuto più mirato ad aiutarlo nelle relazioni diventa prioritario.
Rispetto alla troppa precisione, le cause possono essere tante e diventa difficile indicarne una senza conoscervi.
Potrebbe ad esempio essere una sua strategia per gestire situazioni di disagio, per rassicurarsi. Questa modalità potrebbe averla anche a casa con voi e potrebbe essere influenzata dal vostro atteggiamento.
Rimango a disposizione,
un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Vuole conoscere il suo papà


Salve
capisco la difficoltà. Credo che il passo più importante sia stato esser pronta lei e accogliere la richiesta di sua figlia.
Suppongo che la cosa più bella possa essere condividere questo grosso passo anche con i suoi genitori.
Cercherei di spiegarglielo così.
Il conoscere suo padre è un diritto di sua figlia. Sta a lei proteggerla e tutelarla, laddove suo padre non voglia creare con lei un qualche tipo di rapporto. Ma forse qualche margine c'è.
Il suo e il vostro ruolo rimane quindi importantissimo. Lei avrà bisogno del loro supporto e questo deve chiedere. Chiarisca con loro le sue intenzioni e mostri di esser consapevole che il loro intento è quello di proteggere lei e la bimba. Avete tutti lo stesso scopo.
Spero che le cose possano andare per il meglio
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Pipì a letto


Se suo figlio usa il pannolino solo di notte significa che riesce ad accorgersi dello stimolo. Il fatto che di notte la faccia potrebbe esser dovuto da molti fattori, non solo psicologici.
Potrebbe essere una regressione, se prima invece se ne accorgeva e vi chiamava per farla.
Potrebbe essere causato da una difficoltà a "diventare grande", per poter avere ancora attenzioni da voi, dopo la nascita del fratello (che suppongo ancora lo usi regolarmente), o espressione di disagio. Per quest'ultima ipotesi, è difficile per me capire quali possano essere le cause senza conoscere la vostra famiglia.
Potreste comunque fare attenzione ad altri aspetti:
Quanto beve la sera, prima di andare a letto?
Riesce a fare pipì prima di dormire?
Avete provato a farlo dormire senza pannolino? Sapere di averlo può essere motivo per essere tranquillo e non dover fare lo sforzo di risvegliarsi del tutto e chiamarvi (o alzarsi da solo). Magari le prime volte potrebbe bagnare il letto, ma poi imparare a trattenerla, come facciamo noi.
Ovviamente qualora proviate e la facesse nel letto, non dovete brontolarlo. Sarà fastidioso anche per lui essere tutto bagnato.
Spero di averle dato qualche spunto utile,

Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Mamma: ma cosa vuol dire "fare sesso"?


I bambini vengono incuriositi dalle parole sentite a scuola. Chi ha fratelli più grandi spesso riporta parole e parolacce anche senza sapere cosa significhino. E' giusto anche spiegargliele e non far finta di niente o negarle. Tanto le risentirà. Potete invece insegnargli il contesto giusto in cui usarle.
Affrontate l'argomento in modo tranquillo e aperto, da qualunque parola sia partita la domanda.
Il sesso e l'amore riguarda tutti noi e non è niente di cui dobbiamo vergognarci. E ricordatevi che l'imbarazzo è vostro, non suo!

Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Bugie


I bambini adottati pongono continue sfide ai genitori adottivi.
Il mondo dei vostri bambini è stato complicato e voi non lo avete vissuto con loro.
Ognuno viene da una storia diversa ma spesso dolorosa. E doloroso è principalmente il fatto di essere stati "abbandonati" dalla persona che non ci si aspetta mai che lo faccia. Questo ha delle grosse ripercussioni sull'amore che ci si può aspettare dagli altri. Gli atteggiamenti di sfida, vi metteranno sempre a dura prova. Quello che potete fare è rimanere accoglienti e leggere quello che fanno e dicono alla luce del loro vissuto precedente. Il motivo delle loro reazioni non è sempre così palese e nemmelo loro riusciranno a spiegarvelo.
Il fatto che si aspetti di esser brontolato, è un "buon" motivo per mentire. Se questa aspettativa sia data da vostri precedenti atteggiamenti o dalla sua storia, è difficile da stabilire in poche righe. Capisco non sia facile.
Rimango a disposizione se aveste bisogno
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Paure notturne


Le paure, soprattutto legate alla notte e ai ladri sono molto comuni e direi "normali", nel senso che la maggior parte dei bambini le attraversa.

Il vostro compito è quello di rassicurarlo, per quanto possa essere faticoso alzarsi di notte e incomprensibile razionalmente. Tante paure non sono razionali... eppure ci fanno stare tanto male.
Per evitare nervosismi e incomprensioni, provate a mettervi nei suoi panni, o nei vostri quando avete, o avete avuto, paura. Cosa vorreste che vostra mamma facesse? Cosa vi tranquillizza veramente?

Accogliere la sua paura e tranquillizzarlo dovrebbe far durare meno questa fase. Se invece il vostro atteggiamento è "scocciato" non fate altro che aumentare il suo disagio e di conseguenza il vostro!

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Si lecca le mani


Da quanto mi scrive sembra proprio che questi gesti di suo figlio siano un proseguimento del succhiare il ciuccio. Nelle situazioni sociali potrebbe metterli in atto quando si trova a disagio, quando prova ansia o vergogna e non riesce in altro modo a star meglio. L'aiuto dovrebbe provenire prima da voi nell'essere un sostegno emotivo e una consolazione efficace.
Accanirvi o brontolarlo quando si lecca le mani in questi momenti per lui difficili non migliora il suo stato d'animo. Provate a parlargli e capire che cos'è che lo mette a disagio, cosa non lo fa star bene in quelle situazioni.
Se la situazione persiste potete valutare sempre l'opzione di rivolgervi a un esperto per avere qualche consiglio specifico.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Perché non posso vedere papà?


La situazione che state vivendo è molto particolare e delicata.
Non me la sento di dare una risposta standard senza conoscerla di persona. Credo che dobbiate farvi consigliare dal terapeuta che segue sua figlia o la bambina. Nel caso non ci sia, potrebbe essere utile un suo supporto, viste le cause della separazione e tutto quello che ne consegue.
Gli iter giudiziari sono molto lunghi e dolorosi per tutti. Per un bambino sopratutto. Un aiuto anche solo per la gestione è sicuramente utile.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Come dare tempo a entrambi i fratellini?


Salve Miria,
La sua condizione è quella di molte mamme al secondo figlio.
Purtroppo le attenzioni devono essere suddivise e questo a volte può essere faticoso...
Quelle che ha dato al primo quando era solo non potranno ripetersi per il secondo, ma possono essere comunque buone. E' naturale e non è colpa sua. Il primo deve pian piano accettare di non essere più il solo. Quello che può fare è ritagliarsi degli spazi solo con lui, ad esempio quando torna dall'asilo in cui potete giocare o leggere insieme, o nel fine settimana quando siete tutti insieme.
Non può esserci sempre e contemporaneamente per entrambi. Avendo età diverse richiedono cure e attenzioni diverse. Crescendo questa differenza probabilmente la sentirà meno.

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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La mamma è solo mia!


Salve,
prima di tutto vi consiglio di provare a mettervi dal suo punto di vista per capire il senso di questo suo comportamento.
Cercate di individuare cosa possa aver innescato questo suo atteggiamento. Se ad esempio è cambiato il rapporto con sua moglie, se c'è stato un riavvicinamento ecc...
Cercherei di non cogliere la sfida e rimanere, capisco quanto possa essere difficile, fermo e calmo. Dovete mostrarvi come una coppia unita che non per questo possa far mancare l'attenzione a lui, anche quando siete insieme. Forse ha bisogno di sentire che siete uniti.
A volte i bambini sfidano alla ricerca di certezze.
Se il suo è comunque un bisogno di attenzioni, cercate di non avere un comportamento ostile o di brontolarlo. Questo non farebbe altro che peggiorare la situazione e l'umore di tutti. Cercate di soddisfare i suoi bisogni, provando forse dei modi diversi da quelli che avete usato fin'ora.
Mi spiace ma è difficile per me poter essere precisa, non esiste un motivo unico che possa portare a questo tipo di reazioni e non esiste una sola soluzione.
Spero di avervi dato uno spunto da cui partire.
Rimango a disposizione se aveste bisogno in futuro.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Quando l'agitazione passa il limite...


Da quello che mi scrive, sembra che suo figlio sia arrabbiato o cerchi di attrarre la sua attenzione alzando molto i toni.
Il fatto che lei sia innervosita e non lo sopporti, probabilmente peggiora la situazione e non le permette di capire cosa gli sta succedendo e perché non sia felice.
Cerchi di osservarsi lei per prima: come si comporta con lui e come reagisce alle sue richieste?
Provi a guardare suo figlio con occhi da "mamma". Ristabilisca quella vicinanza amorevole che non sembra ci sia adesso. La rabbia e il fastidio non potranno mai calmarlo.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Mamma torna al lavoro


Il rientro a lavoro e il conseguente distacco sono per i bambini e le loro mamme un momento importante. Ovviamente la soluzione non può essere non andare più a lavoro!

E' normale che sua figlia ne abbia risentito e che la cerchi maggiormente. Non si mostri infastidita dalla sua ricerca di contatto. Ha bisogno di conferme, di sapere che lei c'è e che torna. A volte ci vuole un pò più di tempo di quanto immaginiamo.
Abbia pazienza e non si allarmi.
Cerchi di passare del "buon" tempo con lei quando torna la sera a casa. Accolga le sue richieste di maggior vicinanza. Cerchi di tranquillizzarla e vedrà che pian piano sua figlia si adatterà a questa nuova situazione.

Buona giornata
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Quando mamma è nervosa


Non credo sia un mostro, ma sicuramente può fare qualcosa per non cadere più in queste trappole.
Sua figlia attiva in lei, sensazioni ed intolleranze che probabilmente rivedrà anche in altre situazioni, che fanno parte di lei da tempo.
Forse pretende da sua figlia cose che non sono compatibili con la sua età e le attribuisce un'intenzionalità che non è presente a 18 mesi. Provi a vederla veramente come una bimba piccola, che non ha le regole che abbiamo noi e la capacità di capire cosa è giusto e sbagliato.

Provi anche a mettersi nei suoi panni. Provi a pensare cosa farebbe bene a lei in quel momento.
Ad esempio, come si sentirebbe se qualcuno per convincerla a dormire si arrabbiasse?
Innanzitutto, sembra banale, ma deve aver sonno. Secondo per rilassarsi ha bisogno di sentire calma intorno a sé. Questo vale per tutti noi.
Capisco la sua preoccupazione a non trasmettere le sue ansie a sua figlia. Probabilmente non capisce il perché delle sue reazioni e queste potrebbero spaventarla o farle sentire che lei si potrebbe allontanare.

Cerchi, là dove non riesce a cambiare da sola, di farsi aiutare. Il fatto di esserne consapevole è il primo passo. Non è sicuramente facile riuscire a frenare certi automatismi e il senso di colpa è la normale conseguenza, che la spinge a trattenersi e a promettersi di non farlo più.

Capisco che una mail non risolva i suoi dilemmi, ma spero di averle dato qualche spunto di riflessione, rimanendo disponibile in futuro.

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Paura delle malattie


Buongiorno,
le somatizzazioni sono un segnale di disagio e di sofferenza sia negli adulti che nei bambini.
Forse sua figlia ha capito che le lamentele fisiche sono qualcosa che attrae la sua attenzione, o meglio la sua preoccupazione. Lei è molto sensibile a questo tipo di segnali: si attiva molto ma crea ansia a sè e alla piccola. Forse è diventato un circolo che si autorinfoza.
La sua paura delle malattie sarà molto probabilmente passata anche alla bimba.
I bambini leggono il mondo attraverso i nostri occhi, nel bene e nel male. Grazie a noi attribuiscono significati e interpretano ciò che sentono e sentiamo. Se vede paura nei suoi occhi, avrà paura anche lei. Lei le sta insegnado quali sono i pericoli da cui proteggersi. E' istinto di sopravvivenza.
Le consiglio vivamente di affrontare in terapia queste sue paure e lo sconforto che la porta a stare a letto.
Rimango a disposizione se avesse bisogno
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Gelosia e proteste


Capisco la difficoltà nel gestire le urla e le bizze.
Come diceva lei, suo figlio sta mostrando la sua gelosia verso la nuova arrivata. Il fatto che abbia ripreso comportamenti da bambino più piccolo ne è una conferma. Cerca la vostra attenzione. Se da una parte dovete dargliela, capendo il perché di questi suoi atteggiamenti, dall'altra dovete mantenere un comportamento il più coerente possibile. Pian piano deve abituarsi.
Senza malizia, ovviamente, vi sta mettendo alla prova. Vuole vedere fino a dove può spingersi.
Coccolatelo, rassicuratelo in modo affettuoso, senza mostrarvi troppo arrabbiati rimanete fermi nelle vostre posizioni, soprattutto quando vi sfida con " se dico che io voglio, io voglio!"
Sembra un atteggiamento molto provocatorio quello del piccolo. Come a sfidare i ruoli. "Chi comanda? Chi è piú forte?"
Purtroppo non conoscendo lei di persona, mi é difficile darle una risposta. Non ci sono standard.
Cerchi di riflettere sulla sua modalitá con il bimbo, alla ricerca di eventuali manifestazioni di "debolezza" da parte sua.

Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Gestione dei contrasti


Buonasera,
essendo vostra figlia già grandicella per poter parlare e capire insieme a lei cosa la turba, proverei a capire nel dettaglio, cosa le accade in queste situazioni. Fatevi raccontare cosa prova e cosa pensa in questi momenti, prima di iniziare a piangere. Cos'è che non riesce ad esprimere?
Ascoltatela senza dar niente per scontato, senza pensare di sapere la risposta; con un atteggiameno non giudicante ed interessato a conoscere il suo mondo.
Una volta capito questo, la aiuterei ad ipotizzare e immaginare modi di comportarsi diversi e che secondo lei potrebbero essere più efficaci e che quindi possa pensare di poter provare a mettere in atto.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Gestirne due piccoli


Gentile Sig.ra
stia tranquilla che la sua sensazione è normale e sicuramente condivisa da tante mamme alle prese con il secondo figlio, soprattutto quando le età sono molto ravvicinate.
In questi casi è importante la rete sociale a cui può attingere e chiedere aiuto. Non si lasci frenare nel caso avesse paura di disturbare. Chieda una mano a partire dalle persone che le sono più vicine.
E poi... tenga duro, pian piano il lavoro "pesante" diminuirà!
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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L'oggetto transizionale


Salve,
probabilmente i fazzoletti sono un equivalente del ciuccio o comunque un oggetto di consolazione da usare nei momenti di difficoltá.
Non credo che toglierli forzatamente sia buono per lei. In questo momento evidentemente ne ha bisogno.
Per i bambini è normale trovare un oggetto consolatorio o "transizionale". Sono un sostituto della mamma e delle sue coccole. Un modo per imparare a star lontano da lei.
Con la crescita pian piano viene abbandonato.
Non le si opponga e cerchi di starle anche lei vicino nei momenti di difficoltá e di cambiamento (come lo é l'andare al nido).
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Maschi e femmine: perché sono diversi?


Salve,
le domande che si e vi pone vostro figlio sono normali e come tali vanno accolte. La spiegazione deve essere tarata per la sua età, senza ovviamente eccedere nei dettagli "scientifici".
Esistono vari libri che possono essere un buono spunto per affrontare l'argomento nel linguaggio più adatto ad un bambino.

In rete trova varie biografie dove vengono raggruppati e suddivisi libri in base all'età e al tema.
Ne allego una

Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Basta con l'allattamento!


Credo che lei per prima non debba giudicarsi male per la decisione che ha preso. Ha giá fatto tanto e se non è più serena è giusto che smetta!
Sua figlia pian piano accetterá che non c'è piú il seno e che ci puó essere un modo alternativo di tranquillizzarsi la notte.
Lei per prima deve essere il piú tranquilla possibile e coerente nella sua posizione per poterla calmare.
Il sentirsi appoggiata in questa scelta è sicuramente importante.
Cerchi di trasmettere a suo marito quanto é importante per lei avere il suo supporto, anche nel caso non la condividesse.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Brutte abitudini a tavola


Gentile Serena
anche a tavola esistono regole di comportamento da far rispettare. Cerchi di mostrarsi tranquilla ma ferma in quello che dice.
La bimba deve imparare che le cose vanno diversamente e pian piano si abituerà.
All'inizio é ovvio che si opponga. Probabilmente ha capito che prostando ottiene ciò che desidera: lei cede e cambia idea (anche solo per sfinimento!).

Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Rabbia e aggressività


Da quello che mi scrive sembra che sua figlia le stia chiedendo delle regole.
Ha bisogno di sentirla presente e chiara rispetto a quali sono le regole in casa vostra (e fuori).
Deve tenere un atteggiamento chiaro e coerente, ossia mantenere ciò che promette. Avere bene in mente lei quali sono le regole importanti e cercare di non cedere. Deve mostrarsi sicura.
Lei che è l'adulto deve riprendere in mano il “comando” e ristabilire i ruoli (ovviamente non con la forza). I bambini esprimono il loro malessere attraverso il corpo e il comportamento. Mostrando rabbia e aggressività anche nei suoi confronti sembra voler richiamare a voce alta la sua attenzione e la sta mettendo alla prova.

Il ciuccio e il chicco sono elementi di autoconsolazione. Dopo una giornata al nido sarà stanca e queste due cose la rassicurano e la rilassano.
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione. Capisco che l'applicazione pratica di quando le ho scritto possa non essere sempre facile, soprattutto quando si è soli, ma è importante che ci provi. Mi contatti pure se avesse ancora bisogno.

Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Cosa fare se i capricci diventano ingestibili?


E' difficile darle una risposta sicura, soprattutto in poche righe, non conoscendola di persona e non sapendo la sua storia.
Non esiste la ricetta o la soluzione standard in questo tipo di cose. Siamo tutti diversi e complessi.
Provo a generalizzare. I bambini bravi a scuola e terribili a casa ci suggeriscono che il problema è con la figura di riferimento che può essere non coerente e a volte ai loro occhi imprevedibile. Quello che possono fare, per assicurarsi la sua presenza e la sua attenzione, è farsi sentire, sempre più forte. Alzano il tono emotivo, urlano, fanno i capricci, diventano terribili.
Questa modalità non comprensibile al genitore lo fa sentire intrappolato. Per uscirne potrebbe accondiscendere ad ogni sua richiesta oppure usare promesse allettanti o minacce che però poi non vengono mantenute.
La soluzione, sicuramente non semplice da attuare è di cercare di essere il più coerenti e prevedibili possibile.
Tenga aperta la possibilità di farsi aiutare da un terapeuta. A volte basta poco per rendersi conto del perché ci ritroviamo incastrati e per provare a cambiare noi per primi.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Capricci


Salve,
il modo migliore per superare le prove che periodicamente i bambini ci propongono è innanzitutto "tener duro" ed aver pazienza. Le regole, che ovviamente devono adeguarsi anche ai cambiamenti di età e sviluppo, devono essere chiare e condivise in famiglia.

I bambini provano a metterle in discussione e a farle infrangere, ma hanno bisogno che i grandi le mantengano, che gli mostrino coerenza e prevedibilità.
Come avrà notato le routine e la ripetitività sono importanti e molto ricercate da sua figlia, perchè fonte di sicurezza.
Se il motivo che vi porta a dire No non può esser facilmente compreso, perchè ancora piccola, non importa. Lo capirà quando sarà più grande. Non sono sempre necessarie lunghe spiegazioni.

Se prenderla di punta peggiora le cose e diventa un braccio di ferro, provate a distrarla, a mettere le vostre richieste come un gioco, qualcosa di piacevole per lei.
Il cambiamento che è avvenuto nell'ultimo mese potrebbe rientrare nelle novità che deve "digerire". Cerchi di stare più con lei quando rientra la sera per rassicurarla.
Faccia attenzione se ci sono dei momenti in cui questo atteggiamento oppositivo diminuisce.
Spero che la situazione migliori,
saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Il mio piccolo non mi considera...


Salve,
con la crescita é normale che i bambini cerchino di piú anche il padre, soprattutto se questo si rende disponibile e mostra piacere nello starci insieme.
Provi a riflettere su come lei si comportava con suo figlio prima di questa vacanza. A che tipo di interazioni eravate abituati. L'atteggiamento di suo figlio è cambiato completamente o le salta piú all'occhio perchè ora cerca il padre?
Faccia caso se lui la cerca in altri momenti, soprattutto quando é in difficoltá, ha sonno o é malato ecc. Sono questo i momenti da cui possamo valutare meglio la qualità di un rapporto madre-figlio.
Rimango a sua disposizione se avesse bisogno
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Alla scoperta del proprio corpo


Salve
premetto innanzitutto che la masturbazione, la scoperta del proprio corpo e delle zone che danno sensazioni piacevoli è normale fin dalla tenera età.

All'età di suo figlio dovrebbe essere già presente il senso del pudore che fa sì che eviti di avere questi comportamenti in presenza di altre persone. Non rimproveratelo, ma continuate a spiegargli che non deve farlo quando è in classe.
La masturbazione può essere considerata anche una forma di auto-consolazione, che viene messa in atto nelle situazioni di disagio. Cercate quindi di capire se possono esserci situazioni a scuola che lo mettono in difficoltà.

Potrebbe anche essere un modo per richiamare la vostra attenzione. Cercate di coccolarlo di più e passarci più tempo.
Spero di esservi stata utile,
saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Quando la nonna è troppo permissiva...


Non è semplice gestire tutto e tutti.
Quando è possibile cerchi di imporsi con sua madre. "Teoricamente" lei è la mamma e lei che decide come sua figlia deve essere educata, cosa può e non può fare, mangiare ecc. Sua madre deve imparare ad accettarlo. Il fatto che le sia di grande aiuto nel badare alla bimba non significa che non possa imporsi e scontrarsi un pò. A volte bisogna sottolineare le cose più volte e mettere dei bei paletti.
Poi le figure intorno a lei sono anche altre.... tutti avranno poi la loro parte.
Cerchi di mantenersi coerente e di coltivare il dialogo con la bimba. La qualità del tempo che passate insieme è molto importante, per entrambe.
Buona fortuna e buon proseguimento
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Film? No grazie


Salve,
ci sono bambini sensibili non solo alle scene violente e cruente, ma anche a quelle situazioni emotivamente più coinvolgenti.
Rispettate questa sua caratteristica e non obbligatelo a vedere film per lui fonte di grosso disagio.
Cercate invece di capire come reagisce ed affronta le situazioni reali, dove ci sono i sentimenti "veri". Poi pian piano avvicinatelo a scene per lui coinvolgenti per abituarsi a tollerare quelle sensazioni.
Chiedetevi anche qual'è il vostro modo di affrontare le emozioni e se ci possa essere un collegamento.
Saluti
dott.ssa Annalisa Pericoli

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Se mamma e babbo vanno in vacanza


Lo scruopolo non è eccessivo, ma non sempre è importante dire "tutta la verità".
Infatti non sarebbe carino dirgli che voi andate a divertirvi da soli in un bel posto ma che avete deciso di andarci senza di lui per stare più insieme... (esagero per capirci!)
Se in passato come scrive è già capitato potreste ripetere la stessa "scusa" o comunque cercare una motivazione che pensate lui capisca e accetti.
Quello che credo sia importante, in generale, è raccontare quello che avverrà, non ingannarlo in questo senso. Ad esempio non dire che tornerete a prenderlo la sera, quando vi rivedrà dopo qualche giorno. Il motivo non è fondamentale ancora.
Buona vacanza...
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Come posso smettere di urlare?


Salve,
capisco il disagio che le crea questa situazione. Sicuramente aver collegato questa sua modalità con quella che usava sua madre è già di aiuto.
Mi spiace ma non c'è un metodo in particolare.
Può però cercare di riflettere, da sola o con un aiuto, su alcuni aspetti, che potrebbero sembrarle banali, ma forse non semplici da mettere poi in atto:
- Urlare funziona? Ossia riesce ad ottiene ciò che vuole? Provi a mettersi nei panni delle sue figlie per capire se questo è il modo migliore per ottenere la loro obbedienza.
Anche se ottenesse ciò che vuole, qual'è il clima poi in casa? Ne vale la pena? Ci sono volte in cui invece se lei è più tranquilla e usa altri metodi ottiene ugualmente la loro attenzione?
Ovviamente deve trovare un modo alternativo alle urla.
- Come mai loro non abbediscono? Se la sua modalità è quella di brontolarle spesso, senza però vere e proprie conseguenze, a volte potrebbe non essere presa in considerazione ed essere considerata come una "pentola di fagioli che ribolle"....
Altre volte i bambini potrebbero obbedire perchè spaventati... e questo non è sicuramente sano per loro. Non devono aver paura di lei.
Un genitore dovrebbe essere autorevole e non autoritario agli occhi del figlio.

Se non si sente adeguata nell'affrontare la loro educazione, chieda aiuto e consiglio a suo marito o ad uno specialista. A volte bastano veramente pochi consigli per cambiare le cose.

Rimango a disposizione,
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Mamma, ho paura!


Le paure dei bambini dipendono molto da quelle dei genitori e delle persone che si prendono cura di loro.

Se sua figlia mostra timore nell'affrontare tante situazioni e lei stessa riconosce di essere una persona insicura e ansiosa, (probabilmente non troppo abile nell'affrontare lei stessa certi tipi di emozioni), potrebbe essere difficile per lei tranquillizzarla.

I bambini sentono molto le nostre emozioni e si fidano di loro!
Le consiglierei quindi di intraprendere un suo percorso personale dove indagare le sue difficoltà e le modalità di stare con la bimba per imparare a trasmetterle sicurezza e accrescere la sua autostima.
Potrebbe essere sufficiente un lavoro "indiretto" su sua figlia oppure potrebbe essere necessario che anche lei venga aiutata un pò. Sono valutazioni però che è difficile fare senza conoscervi.
Mi scriva se ha bisogno di ulteriori informazioni
Buona Giornata
Dott.ssa Annalisa Pericoli


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Diventare genitori


Capisco il dispiacere nel non poter vivere vostro figlio come avrebbe voluto.
L'arrivo di un figlio scombussola tutti gli equilibri, più di quanto una coppia riesca ad immaginare prima della sua nascita. E' necessaria molta pazienza e fiducia reciproca.
Dovreste cercare di ritagliarvi un pò di tempo per ritrovarvi, confrontarvi e parlare di ciò che sta accadendo a voi, sia come coppia che come genitori. I problemi che rileva lei sono gli stessi anche per lui?
Il modo in cui suo marito riesce a stare con Federico protrebbe essere influenzato sia da questo, sia da come lui intende "essere un padre" ( e questo può dipendere anche dall'esempio che ha avuto a sua volta come figlio).
Se da soli non riuscite ad avvicinarvi potreste chiedere aiuto e fare qualche seduta di terapia.
Rimango a disposizione se avesse bisogno
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Rabbia e insoddisfazione


Salve,
sua figlia risentirà sicuramente del suo stato psicologico e del suo umore. Il suo atteggiamento è un modo per comunicare con lei.
Il problema sono i circoli viziosi in cui entrate che vi fanno litigare senza arrivare a capo del problema.
Il vostro umore si influenza reciprocamente.
Se lei per prima non sta bene è difficile che riesca a prendersi cura come vorrebbe di sua figlia e ad avere pazienza.
Se, insieme alla farmacoterapia, non stesse già seguendo una psicoterapia, le consiglierei di iniziarla, per ritrovare un po' di serenità con sè e con la sua famiglia.

l farmaci non possono da soli risovere certi problemi. In molti casi affiancarli ad una psicoterapia è la cura migliore.
Rimango a disposizione se avesse bisogno.
Saluti,
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Non sa perdonare


Salve,
le liti fra compagni sono parte della socializzazione e del cercare di farsi rispettare dagli altri.
Se pensa che suo figlio sia particolarmente sensibile o permaloso potrebbe creargli piu' situazioni in cui possa stare a contatto con i bambini della sua etá. Ad esempio uno sport di squadra o gruppi come gli scout potrebbero essere utili in quanto strutturati e regolati dalla presenza anche di adulti competenti.
Se anche gli insegnanti o altre figure con cui è a contatto credono che il suo comportamento sia eccessivo potrebbe chiedere un consulto con un terapeuta.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Modalità educative troppo diverse


Salve
Ognuno di noi si comporta con i propri figli pensando di fare la cosa giusta. Forse suo marito ha ricevuto a sua volta lo stesso atteggiamento critico e il tipo di educazione da parte dei suoi genitori. Potrebbe quindi comportarsi in questo modo pensando che sia corretto o senza rendersene troppo conto. Dovrebbe provare a mettersi nei loro panni per realizzarne l'effetto.
Sicuramente non fa bene alle bambine e alla loro autostima.
Tenga conto peró che anche il suo modo di educarle e incoraggiarle è molto importante, essendo lei la madre.
Cerchi di avere un dialogo collaborativo con suo marito proponendogli di arrivare ad un compromesso tra i vostri due stili, per il bene delle figlie ma anche per il vostro. Avere due modalitá molto diverse di educare vi porta probabilmente anche ad allontanarvi come coppia.

Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Ipocondria


Salve,
I sintomi che riporta sua figlia sono possibili anche nei bambini.
Quello che le posso consigliare é di avere un consulto con un terapeuta che possa valutare e lavorare sia sulla bambina che su voi genitori.
La tendenza nei genitori ad essere ansiosi, preoccupati o iperprotettivi si riflette poi nel modo in cui i figli manifestano un disagio; e questo vale sia per i piccoli sia per i grandi.
Se anche questo é il vostro caso, puo' essere sicuramente utile ai vostri figli, riflettere su come gestite le emozioni e gli eventi spiacevoli.
Un terapeuta puo' capire anche le dinamiche familiari e dare un senso a questi sintomi anche rispetto ad un eventuale bisogno di attenzioni e rassicurazioni, frequente dopo la nascita di un fratello.
Vi consiglio inoltre di porvi come filtro rispetto alle notizie che i vostri figli possono apprendere, così come alla TV.
A quell'etá non sono ancora in grado di capire e dare un senso a certe cose come la morte di quel bambino.
Spero di aver risposto alla sua domanda
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Gelosia della sorellina


Salve,
la gelosia di Francesca è normale. Si è ritrovata a dover dividere la sua/vostra attenzione con la sorella e a non essere più l'unica.
Il chiedere conferma di essere anche lei piccola è quindi coerente, per ricevere le stesse attenzioni.
Sono frequenti anche delle "regressioni" come il chiedere il biberon, farsi imboccare per mangiare ecc.
Sono richieste che vanno comprese. Non la rimproverate sottolineando ad esempio che lei é grande o che deve dare il buon esempio. Anche lei è ancora piccola.
Anche l'irritabilità quando è stanca o ha sonno é normale.
Per certi versi anche noi adulti quando siamo stanchi un po' lo siamo.
Quando possibile potreste cercare di farla riposare prima che diventi troppo capricciosa.
Spero di esserle stata utile.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Estate dai nonni


Salve,
se vostro figlio ha un buon rapporto con i nonni ed é giá abituato a passare del tempo con loro non dovrebbero esserci grossi problemi. Essendo peró la prima volta non lo lascerei tanto tempo senza vedervi....
Il fine settimana cercate di raggiungerlo.
É normale che senta la vostra mancanza e che preferisca stare con voi anche se al caldo della cittá.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Troppe attività


Salve,
forse sua figlia segue troppi impegni che tengono alto il suo stato di attivazione e hanno abbassato la soglia della noia.
Potrebbe necessitare quindi di piú stimoli esterni per divertirsi. A lungo andare non è sicuramente una buona cosa. La noia sarebbe.sempre dietro l'angolo!
Provi a ridurre qualcosa e ad aiutarla a trovare piacere anche in giochi tranquilli e nella quotidianitá con voi, anche durante le vacanze.
Quando non ci sono impegni fuori casa puó essere l'occasione per stare inseme a lei ed inventare.giochi, in cui imparare a divertirsi anche senza "direttive" esterne.
Il bisogno di sonno é molto soggettivo ma i bambini a volte vanno aiutati a dormire e a rilassarsi, posticipando il momento dell'attivitá.
Cambiare le abitudini e ottenere un cambiamento richiede un po' di impegno e di costanza, ma pian piano le cose dovrebbero migliorare.
Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Leader o sottomessi?


Salve,
è normale che i bambini giocando tra di loro ripropongano dinamiche in cui alternano ruoli di dominanza e sottomissione, imparano a stare in gruppo, a trattare gli altri e a farsi rispettare, proprio come fanno gli animali nel branco.
Ci sono poi bambini con la tendenza a voler prevalere sugli altri.
Il fatto che suo figlio abbia accondisceso a quella richiesta non significa che sia per forza un "sottomesso".
E' inoltre frequente che con i compagni si comportino in modo differente che con i familiari. Cambia proprio il tipo di rapporto che possono instaurare, che è infatti alla pari.
Va bene spiegargli che non deve fare cose imposte da altri bimbi che non gli vanno.
Capisco la sua preoccupazione ma forse è ancora troppo piccolo e questo episodio potrebbe essere un caso isolato.
Se così non fosse fa bene a farlo presente alla maestra.
In certi casi devono farsi le ossa da sè e la scuola è la prima "palestra" dove devono mettersi in gioco e capire come si sta con gli altri.

Saluti
Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Disagio


Non é facile interpretare il comportamento di un bambino senza conoscere lui e soprattutto la sua famiglia.
Diciamo che i bambini come suo nipote, bravi fuori e terribili a casa spesso alzano i "toni" per richiamare e mantenere l'attenzione di genitori che si comportano in modo non sempre costante e coerente.
Sono sempre manifestazioni di disagio.
Quello che ha fatto col cellulare potrebbe rientrare in questo tipo di comportamenti. Forse non ha considerato le conseguenze della sua azione oppure lo ha fatto sapendo che  normalmente non ce ne sono....
É comunque un gesto che va ammonito, in modo non troppo duro, tenendo sempre conto della sua etá.
In linea generale e con la flessibilitá del caso, é molto importante "fare ció che si promette". Questo permette ai bambini di avere prevedibilitá, di sapere cosa aspettarsi e potersi fidare di ció che gli viene detto.
Situazioni di separazione e non concordanza tra i genitori purtroppo non sono d'aiuto.
Con impegno e a volte un po' di aiuto si puó cambiare.
Spero di esserle stata d'aiuto.

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Rientro stanca e lui non si stacca da me!


Per diversi mesi hai passato tanto tempo con il tuo bambino. Lui ti aveva 24 ore su 24 vicino. Ora che non sei presente come prima, deve assicurarsi che tu non ti allontani troppo da lui.
Accondiscendi a questo suo bisogno di vicinanza e rassicuralo. Non spazientirti. Chiedi a tuo marito di aiutarti un po' di più nelle questioni domestiche serali e vedrai che pian piano il tuo bambino si abituerà alla nuova situazione.

Dott.sa Pericoli

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Il ciuccio... toglierglielo oppure no?


Buongiorno,
Quello del ciuccio é un cruccio diffuso.
Vista la sua funzione consolatoria e rilassante vi consiglio di toglierlo con gradualitá e facendo partecipare vostra figlia. Potete iniziare a di giorno e successivamente di notte, ma senza fretta. Alcune ricerche consigliano di farlo intorno al terzo anno di etá quando i bambini sono più autonomi e sicuri di sé.
Schernirla o criticala perché lo vuol tenere non é proprio d'aiuto.
Nei momenti di cambiamento, malattia o disagio, é normale che lo cerchi di piú. Cosí come mostri il bisogno della sua vicinanza.
É inoltre importante che lei e suo marito abbiate una linea comune da tenere che non mandi alla bimba messaggi contraddittori.
Quando glielo avete dato le prime volte glielo avete proposto come qualcosa di buono, ora non puo' capire perché sia diventato una cosa sporca e puzzolente.
Quando deciderete entrambi che é giunto il momento siate coerenti e costanti. All'asilo le regole sono chiare e uguali per tutti e per i bambini è piú facile rispettarle.
Spero di esserle stata utile.

Una precisazione: a volte giá all'etá di vostra figlia i denti potrebbero risentire dell'uso del ciuccio, tendendo a venire in fuori. Chiedete al vostro dentista!

Dott.ssa Annalisa Pericoli
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Cibi nuovi? Non li assaggio, no e no!!


Salve,
dal punto di vista psicologico la prima domanda che potreste porvi è:
"Ha sempre avuto questo atteggiamento verso il cibo o è comparso a seguito di eventi particolari? "
E' importante capire se ci sia stato un evento che abbia "bloccato" la sua esplorazione, un cambiamento importante nella vostra e nella sua vita a casa, a scuola (la nascita di un fratellino, un trasloco ecc.).
Se invece è un comportamento che ha sempre avuto, potrebbe essere una forma di insicurezza nell'affrontare un cambiamento. Alcuni bambini non sono tranquilli di fronte alle novità, e la routine per loro è molto rassicurante e più necessaria che per altri.
Questo rifiuto a provare cose nuove potrebbe essere quindi diffuso e presentarsi anche in altri ambiti.

Anche il ruolo di voi genitori nella tranquillità ad esplorare e conoscere nuove cose è importante.
Siete voi per primi curiosi? Qual'è la vostra reazione quando vuole fare cose nuove?
Abbiate pazienza e cercate di incuriosirla, al cibo come ad altre esperienze nuove. Alcuni cibi probabilmente non le piacciono davvero, ma altri forse deve solo avere il coraggio di assaggiarli.
Non rimproveratela, altrimenti si chiuderà ancora di più.

Spero di esservi stata d'aiuto

Saluti

Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Paure


Salve
le paure sono molto spesso irrazionali, cambiano in base all'etá del bimbo. É difficile sapere quale associazione abbia fatto sua figlia con la mucca.
Le consiglierei di far caso alla situazione che precede la sua manifestazione di paura per capire ad oggi quale sia la sua funzione.
Cosa succede prima che dica "non c'è la mucca cattiva, non c'è, mai più", si trova in una situazione di disagio, paura o altro? Sta da sola o ricerca la sua vicinanza?
É sicuramente vero che in parte le paure di sua figlia possono essere influenzate da voi genitori e da come vi ponete rispetto agli eventuali "pericoli" che ci sono nel mondo. Questa é una riflessione che vi invito a fare, anche rispetto alla vostra famiglia d'origine e alle eventuali paure o preoccupazioni che vi portate dietro.
Esserne consapevoli é il primo passo per evitare di trasmetterle, anche se non é sicuramente facile.
Per quanto riguarda i NO deve avere pazienza. É ancora piccola per capire la conseguenza delle sue azioni e il disubbidirle è anche un modo per metterla alla prova, per sondare fino a dove puó arrivare e quali sono i confini che dovrá rispettare.
Cerchi anche di distrarla e farle far altro. Non sempre vale la pena spiegare tutto. A volte un NO secco, detto senza urlare, ma senza ripensamenti vale di piú.
La sua reazione potrebbe derivare inoltre da cosa le dice quando la sgrida.
Spero di esserle stata utile
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Paura dell'acqua


Quella dell'acqua è una delle paure più comuni nei bambini. A volte possiamo trovare degli eventi spiacevoli che possono averla scatenata, altre volte potrebbe essere legata ad un senso di insicurezza del bambino di fronte a questo elemento. Se uno di voi genitori non sapesse nuotare o non fosse molto attratto dall'acqua potrebbe essere da ostacolo.
Il consiglio che posso darvi è di trattare questa come le altre paure: stategli vicino quando è in prossimità dell'acqua rassicurandolo. Fatelo avvicinare, senza forzarlo pian piano. Magari stando anche per giorni solo sul bagnoasciuga, giocando, in modo che cominci ad associare l'acqua a qualcosa di positivo e divertente.
Non mettetegli fretta e non schernitelo per questa paura, ai vostri occhi ingiustificata.
Potrebbe esser d'aiuto iscriverlo prima di andare al mare ad un corso dove vi sia un approccio ludico all'acquaticità, insieme ad altri coetanei.
E poi.... abbiate pazienza.....
Spero di avervi dato qualche spunto per risolvere questa difficoltà.

Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Attacamento alla mamma


La richiesta insistente di una sua presenza potrebbe esser dovuta ad comportamenti e atteggiamenti incostanti da parte sua.
Quando sua figlia ha bisogno di lei perché si sente triste, ha paura o è in difficoltà, come reagisce?
Forse a volte riesce ad essere presente e amorevole, altre volete potrebbe invece reagire in modo ansioso, rabbioso o scocciato. Sua figlia non riuscendo a prevedere se verrà o meno accolta nel suo bisogno, cerca di assicurarsi la sua vicinanza, standole il più possibile attaccata.
Se questo le risuana familiare, quando sua figlia ha bisogno di lei, provi a essere il più possibile coerente nelle sue risposte, anche se a volte non ha voglia o si sente esasperata. Vedrà che col tempo si tranquillizzerà e riuscirà a staccarsi da lei, fiduciosa di ritrovarla accogliente qualora avesse bisogno.
Spero di esserle stata utile
buona giornata
Dott.ssa Annalisa Pericoli

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Lui piange, io mi agito


I bambini piccoli hanno solo un modo per comunicare il loro disagio, sia questo dolore, fame, sonno, paura o altro... piangono.
E' difficile, specialmente all'inizio capire quale sia la causa del pianto ed è quindi facile sentirsi inadeguati. In quanto mamme pensiamo di dover essere sempre capaci di comprendere cosa ha nostro figlio e di lenirne le sofferenze. Se abbiamo queste aspettative da noi stesse e non ci riusciamo, ci sentiamo frustrate e incapaci.
I bambini risentono molto dei nostri stati d'animo e può darsi che il sentirti in ansia lo agiti ancora di più. Prova ad osservare meglio tuo figlio per capire quale potrebbe essere il motivo del suo malessere, in modo da potergli dare il giusto aiuto. Cerca di studiare i suoi ritmi, in modo da capire se il pianto può essere di fame, sonno o ad esempio per mal di pancia.
Pian piano diventerai sempre più capace di sintonizzarti con lui e ti sentirai anche più sicura.

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