Fiorentini si Cresce

L'Angelo Irriverente



Angeli divini, leggiadri e pieni di grazia sulla facciata del Duomo di Firenze. Ma uno ha un atteggiamento a dir poco bizzarro. Che sta facendo? Rachel ci racconta le storie fantastiche nate attorno a questa decorazione

Le decorazioni, le formelle e le statue sulla facciata del Duomo di Firenze sono famose per la loro bellezza.
Vi scorgiamo immagini sacre realizzate con stili differenti che rimandano alla classicità. Ma anche dei riquadri posti sotto il timpano, sulla facciata principale, che mostrano busti d’illustri personaggi che resero grande Firenze, come Leonardo da Vinci.

Numerose sono le raffigurazioni di angeli e putti che decorano le cornici dei portali laterali. Sono i messaggeri del Signore, gli interlocutori fra l’uomo e il divino: dall'arcangelo Gabriele che annuncia alla Vergine Maria il fiore del suo grembo, ai molti Serafini e Cherubini che la accompagnano in cielo...  Ma c'è  un angelo fuori dal "coro" che non rientra nei canoni classici. E' visibile nel portale destro della facciata ad altezza d’uomo e presenta la posizione delle braccia in modo così bizzarro, da pensare subito al gesto poco elegante dell’ombrello.

L’Angelo Irriverente ha suscitato la fantasia popolare, creando storie e leggende metropolitane, ma anche l’interesse del giovane scrittore statunitense David Leawitt, citandolo nel suo libro “Florence, a delicate case” come un criptico simbolo di sodomia.
Un'altra versione racconta che l’angelo, incastrato nella formella esagonale, tenta di spingere la mano destra contro la parete per allargare lo spazio troppo stretto. Teoria coerente con la rappresentazione della schiera angelica descritta nell’Apocalisse e contrapposta a quella della Passione che si trova sul lato speculare della porta.
Le versioni più divertenti sono quelle tramandate dai Fiorentini, che raccolgono tutto lo spirito burlone della città dantesca.
La prima narra che gli angeli si riunirono un giorno per trovare una soluzione alla fuga della Sacra Famiglia dall’Egitto. Il primo angelo, partendo da destra, suggerì che l’asino era l’animale giusto che li avrebbe aiutati a scappare. Il secondo riportò subito la decisione al terzo e così via, ma l’ultimo, troppo pigro, rispose alla richiesta con un gestaccio perché non aveva assolutamente voglia di cercare l’asino.
La seconda storia racconta che gli angeli scesero a Firenze per degustare il decantato cibo famoso in tutto il mondo. Scelsero l’osteria più nota del centro di Firenze, mangiarono e bevvero in abbondanza tutte le specialità, ma quando l’oste presentò loro il conto da pagare, a turno indicarono l’angelo più vicino fino ad arrivare all’ultimo che con un gesto chiaramente esplicito disse di no!

È buffo pensare alla fantasia che può scatenare la vista di quest’immagine, magari si tratta solo di un errore prospettico di uno scalpellino distratto!
Rachel Valle © 2015

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Commento inviato da: ef in data: 26/11/2015
per essere un sito di informazione per bambini la citazione di Leawitt mi sembra un po' forte....

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