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La Corte dei Miracoli a Firenze



Dove si riunivano gli emarginati sociali al tempo dei Medici? Poveri, storpi e mendicanti tutti alla taverna della Corte dei Miracoli. Da Il giardino di Rachel

In passato con l’espressione “Corte dei Miracoli” s’indicava un vicolo chiuso, una corte interna o a una zona di una città, dove si riunivano in gruppi organizzati mendicanti ed emarginati sociali.
Anche a Firenze ce n’era una. Da borgo degli Albizi a piazza de’ Pazzi si trova una piccola corte che ha uno strano nome: “Volta dei Ciechi”. Non è molto visibile ai più... in realtà ha una ragione ben precisa, soprattutto nel passato, al tempo dei Medici.
Nella piccola piazza retrostante infatti, vi era la “Corte dei Miracoli”, un luogo frequentato da poveri sfortunati che, per le loro diversità erano emarginati. Vi era una taverna che era il punto di ritrovo di mendicanti, non vedenti, storpi e derelitti. Questa piccola corte era spesso teatro di risse, di violenti litigi, ma soprattutto era poco raccomandabile perché era un luogo sporco e infestato di pidocchi. Fu così che gli Otto di Balia, un’antica magistratura fiorentina, fissarono all’esterno una targa con una “Grida”: vietato urinare e farvi altre sporcizie sui muri.
Chi non avesse rispettato queste regole avrebbe subito una punizione con “pena di scudi 2 e tratti di fune due”. Non soltanto dovevano pagare una multa in denaro ma i “Rei” venivano appesi per le braccia con una fune e lasciati cadere ben due volte dalla torre del Bargello!

Rachel Valle © 2016

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