Fiorentini si Cresce

La vicenda del giovane Antonio Rinaldeschi



Blasfemia nella Firenze rinascimentale: accusa, condanna e giustizia nello stesso giorno! Rachel ci racconta la storia di un giovane cittadino scapestrato

Nel 1501 all’angolo di Via dello Studio a Firenze si svolse un’azione criminale, per la nostra epoca non sarebbe così grave, ma l’accusa mossa all’imputato di allora fu di blasfemia, un reato gravissimo.
Il giovane accusato ventiduenne si chiamava Antonio Rinaldeschi, andò a giocare ai dadi all’osteria del Fico, che si trovava nei pressi. Lo scapestrato il giorno di Santa Maria Maddalena del 1501 aveva perso tutti i suoi denari, e preso “Da Diavoli” come raccontano le fonti, raccolse dello sterco da terra e lo lanciò  contro un tabernacolo in un'angolo (vicino alla piccola piazza degli Alberighi) dove era conservata un’Annunciazione.
Naturalmente nel 1501, dopo la morte di Savonarola che aveva inneggiato alla Purezza e alla Santità della città di Firenze, questo fatto criminale fu considerato gravissima offesa alla città, e la superstizione legata a quest’azione blasfema del lancio dello sterco su un’immagine sacra, fece sì che Antonio Rinaldeschi fosse immediatamente condotto al Bargello. Fu condannato a morte immediatamente e fatto penzolare dalla Torre della Volognana. Fu impiccato il giorno stesso, il giorno di Santa Maria Maddalena.
Questa vicenda è rappresentata nella pala di Filippo Dolciati, l’originale oggi si trova al Museo Stibbert, mentre all’interno della Chiesa di Santa Maria de’ Ricci vi è una copia. Questa Chiesa di Santa Maria de’ Ricci fu edificata proprio qui per riparare a quest’azione criminale: la Famiglia Ricci volle proteggere questo tabernacolo che accoglieva l’Annunciazione, che fu collocata all’interno, tutt’oggi visibile. La Chiesa, dunque, è sorta in seguito all’oltraggio subito dalla collettività e soprattutto dall’immagine sacra della Vergine Maria, un dipinto databile intorno agli anni 70 del 1400, attribuita alla scuola di Botticelli. Venne punito il gesto blasfemo con una condanna esemplare per il valore spirituale dell’opera, non per il pregio del dipinto.

La Pala di Filippo Dolciati è divisa in otto riquadri, mostra la vicenda del giovane Antonio Rinaldeschi (la lettura parte da sinistra):
1. Antonio Rinaldeschi all’Osteria del Fico: Gioco dei Dadi.
2. Antonio Rinaldeschi spinto “Da Diavoli” raccoglie lo sterco da Terra.
3. Antonio Rinaldeschi lancia lo sterco contro il Tabernacolo: Annunciazione, mosso dal Diavolo sopra il suo capo.
4. Arresto di Antonio Rinaldeschi.
5. Antonio Rinaldeschi condotto al Bargello.
6. Antonio Rinaldeschi incarcerato nella cella.
7. Sentenza al Bargello con i magistrati.
8. Antonio Rinaldeschi riceve l’estrema benedizione prima della morte dopo la confessione.
9. Antonio Rinaldeschi impiccato alla Torre del Bargello.

Antonio Rinaldeschi ebbe dunque una sentenza lampo e non dovette stare molto all’interno del Bargello, non ebbe nemmeno il conforto della Congregazione dei Bonomini di San Martino che si occupava dei carcerati.

Rachel Valle © 2016

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